B. I 7 SUGGELLI

Apocalisse 6:1 – 8:5.
Apertura del libro con i sette suggelli

Apocalisse 6:1-17.
I primi sei suggelli

1, 2. Primo suggello:
la conquista dell’Anticristo.
L’apertura dei suggelli dà inizio al giorno del Signore, l’inizio del periodo di tribolazione sulla terra per spodestare Satana e gli uomini malvagi. All’apertura di ognuno dei primi quattro suggelli, una delle creature viventi associate con il governo di Dio sulla terra grida: “Vieni!”. In questo modo provocano i primi giudizi, simboleggiati da quattro cavalieri. Il cavaliere sul cavallo bianco, (Apocalisse 6:2), è l’Anticristo, il “capo che verrà” (Daniele 9:26) imitando Cristo (Apocalisse 19:11), con l'”arco” e la “corona”, simboli delle Sue grandi conquiste.

3, 4. Secondo suggello:
la guerra.
Il cavaliere sul cavallo rosso (colore del sangue) è la personificazione della guerra (cfr. Zaccaria 1:7-11; Zaccaria 6:1-8). La “Grande spada” da lui impugnata è il simbolo delle distruzioni che la guerra comporta. Si noti che questo cavaliere non uccide, ma si limita unicamente a togliere la pace dalla terra e lascia che siano gli uomini ad uccidersi tra loro: gli uomini saranno più violenti che mai. Seguire Dio sarà molto difficile e coloro che lo faranno metteranno in pericolo la loro vita.

5, 6. Terzo suggello:
la carestia.
Il cavaliere sul cavallo nero simboleggia la carestia, conseguenza della guerra. Il pane è razionato: “Una chenice (circa un litro) di frumento per un denaro (la paga giornaliera di un operaio – Matteo
20:1-16), e tre chenici d’orzo per un denaro”, (Apocalisse 6:5, 6). Di conseguenza le classi medio-basse non potranno acquistare altro. “Non danneggiare né l’olio, né il vino” indica che solamente i ricchi potranno procurarsi generi voluttuari. L’anticristo, quindi, non porterà il benessere
promesso.

7, 8. Quarto suggello:
la morte.
ll cavaliere sul cavallo giallastro rappresenta la pestilenza, che porterà la morte. In questo periodo della “Grande Tribolazione” morranno un quarto degli abitanti della terra, e sembra che a causa del grande caos, la natura sarà sconvolta, gli animali si moltiplicheranno in modo spaventoso e questo sarà una delle cause della morte di molti esseri umani.

9-11. Quinto suggello:
i martiri della “Grande Tribolazione” sotto l’altare.
L’attenzione di Giovanni è polarizzata non più sui fatti che si verificano sulla terra, ma sull’altare che è nel tempio celeste. Le anime che hanno versato il proprio sangue sono “sotto l’altare” e questo vuol dire che hanno offerto le loro vite in sacrificio a Dio, proprio come il sangue delle vittime veniva versato sotto l’altare dell’olocausto (Esodo 29:12; Levitico 4:7). Questi sono i primi martiri della “Grande Tribolazione”, (Apocalisse 6:10). Infatti, non usano un linguaggio cristiano (cfr. Atti 7:60). Si noti anche l’espressione: “quelli che abitano sopra la terra”, (Apocalisse 6:10b), la quale indicherebbe che i loro uccisori sono ancora vivi sulla terra. Dio dà a questi martiri “una veste bianca”, (Apocalisse 6:11), dopo di che vengono invitati a riposare, ossia ad attendere ancora per qualche tempo, perché quelli che dovevano essere ancora martirizzati fossero uniti a loro, poi Gesù sarebbe venuto con gloria per esaudire le loro preghiere (Apocalisse 20:4).

12-17. Sesto suggello:
cataclismi naturali.
Questi sconvolgimenti stellari sembrano riferirsi simbolicamente alla società in genere. Tuttavia, alla luce del contesto, è possibile ritenere anche che si tratti di fatti reali (cfr. Luca 21:11, 25-27). Le stelle che cadono sulla terra, (Apocalisse 6:13), potrebbero essere delle meteore. “Ogni montagna ed ogni isola fu rimossa dal suo luogo”, (Apocalisse 6:14), indica uno sconvolgimento di tutta la crosta terrestre. Apocalisse 6:15 menziona sette classi di persone per dire che nessuno sarà dimenticato. La prima reazione della gente sarà di terrore, e tutti cercheranno di nascondersi dalla vista di Colui che li giudica, (Apocalisse 6:15b). Il terrore cederà presto il posto alla disperazione, quando ci si renderà conto che non è possibile sottrarsi allo sguardo di Dio, perciò si udrà gridare: “Monti cadeteci addosso e nascondeteci dal cospetto di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello”, (Apocalisse 6:16). Che terrore! Che ore di paura! Dove saranno il coraggio dei potenti e l’arroganza dei ricchi, l’imprecazione dei poveri e l’odio degli schernitori? L’ira dell’Agnello farà loro realizzare che non v’è nessuna via d’uscita: “Perché è venuto il gran giorno della Sua ira, e chi può reggere in piè?”, (Apocalisse 6:17). Gli uomini percossi da tali flagelli sono perfettamente consapevoli che chi li colpisce è Dio, ma piuttosto che pentirsi, diventano sempre più duri, nella speranza di sfuggire a questi giudizi. Apocalisse 6:1 – 8:5.

Apertura del libro con i sette suggelli

Apocalisse 7.
Prima parentesi

Apocalisse 7:1-8.
Gli Israeliti suggellati

1-3. Un rimanente di Israele preservato.
Con l’espressione: “Dopo questo”, (Apocalisse 7:1), ha inizio un intervallo tra l’apertura del sesto e quella del settimo suggello, con cui inizierà il giudizio delle sette trombe. I 144.000 israeliti presenti sulla terra saranno preservati dai giudizi finali della “Grande Tribolazione” che colpiranno il mondo, (Apocalisse 7:3).

4-8. Il suggello dei 144.000 israeliti.
Questi sono Israeliti in vita al tempo della “distretta di Giacobbe” (Geremia 30:5-7). Essi durante la Grande Tribolazione accetteranno Cristo come Messia (cfr. Isaia 10:22), mentre la maggior parte degli altri Israeliti perirà sotto i colpi dell’Anticristo (Isaia 28:14-21; Zaccaria 14; Apocalisse 12:6, 13-17). Dio conosce quali sono le tribù di Israele (Isaia 11:11-16), e preserverà un rimanente eletto, restituendolo al Regno ristabilito (Atti 1:6). L’evento avrà luogo quando “i tempi dei gentili” saranno terminati (Luca 21:24) cioè il loro numero completamente raccolto (Atti 15:14; Romani 11:25). È evidente che i 144.000 sono sulla terra (Apocalisse 7:1-4). Nell’enumerazione, le tribù di Dan e di Efraim vengono omesse, probabilmente a causa della loro complicità nell’idolatria (Deuteronomio 29:18-21; Giudici 17; Giudici 18:18-31; I Re 12:25-30, ma cfr. Ezechiele 48:1-7,
23-29). Secondo alcuni, la tribù di Dan è omessa anche per un’altra ragione, perché da essa uscirà l’Anticristo, che dovrebbe essere un Ebreo (cfr. Genesi 49:16, 17).
Apocalisse 7:9-17.
La grande folla di martiri

9-14. I martiri.
La moltitudine è quella dei martiri “salvati” in Cristo durante la “Gande Tribolazione”(Apocalisse 7:14; Apocalisse 13:8, 15). Le “vesti bianche” sono inconfondibile indizio della loro giustizia di Cristo, mentre le “palme in mano” sono la dimostrazione che dividono il trionfo di Cristo e Lo riconoscono come Signore, Re e Messia (Giovanni 12:13). Questa moltitudine eleva un gioioso grido di lode e di ringraziamento a Dio, fonte della salvezza, (Apocalisse 7:11), dopo aver sperimentato una sofferenza senza pari nella Grande Tribolazione, (Apocalisse 7:14; Daniele 9:27; Matteo 2).

I 144.000 e l’Evangelo del Regno

I 144.000, che sono sulla terra, grazie al suggello ricevuto saranno preservati dalle terribili piaghe della Grande Tribolazione (Apocalisse 9:4). Attraverso l’attività missionaria di questi 144.000, una grande moltitudine di ogni nazione si “convertirà” a Cristo, anche se convertirsi significherà rischiare la morte.
Il messaggio dei 144.000 sarà l'”Evangelo del Regno” che il mondo dovrà conoscere prima che venga la fine (Matteo 24:14) e non deve essere confuso con l’Evangelo predicato dagli apostoli, dai primi cristiani e, ancora oggi, da tutti coloro che sono fedeli alla Parola di Dio, nella dispensazione della grazia (cfr. Marco 16:15-20; I Corinzi 15:1-4), ma deve intendersi come la Buona Notizia che Dio adempie il Patto con Davide.
È un Regno politico, spirituale ed universale, sul quale regnerà il Messia per manifestare il giudizio di Dio sulla terra. Questo regno:
1)è stato predicato dal ministerio di Giovanni Battista fino alla reiezione del Messia da parte dei giudei (crocifissione);
2)sarà di nuovo predicato in questo periodo ancora futuro (Isaia 43:10; Matteo 24:14).4:15-51; II Tessalonicesi 2:1-12). Essi sono stati portati alla salvezza per mezzo della predicazione dell’Evangelo del Regno (Matteo 24:13, 14, chiamato anche l'”Evangelo eterno”, Apocalisse 14:6). La moltitudine è in cielo, “davanti al trono” (Apocalisse 7:9, 15 – insieme agli angeli, Apocalisse 7:11 – cfr. nota di Apocalisse 7:15). Si noti la distinzione tra la Chiesa (gli anziani) e la moltitudine.
15-17. La loro beatitudine nel Regno.
I martiri sono in cielo, “davanti al trono di Dio” (Gr. enòpion tou thrònou tou Theou – cfr. Apocalisse 1:4; Apocalisse 4:4-6, 10; Apocalisse 7:9, 11, 15; Apocalisse 8:3), giorno e notte nel Suo tempio celeste (che è nel cielo – cfr. Apocalisse 21:22) per servire (Gr. latreuòusin = rendere culto, sacro servizio). Costoro non soffriranno più la fame, la sete e non saranno più tormentati dal caldo del sole o da qualsiasi altra cosa che generi disagio. L’Agnello stesso li nutrirà e li guiderà alla sorgente dell’acqua della vita (che è nel cielo – cfr. Apocalisse 22:1).

Apocalisse 6:1 – 8:5.
Apertura del libro con i sette suggelli

Apocalisse 8:1-5.
Settimo suggello

1. Apertura del settimo suggello. Con la rottura del settimo suggello il “libro dei giudizi” (Apocalisse 5:1) è completamente aperto e segna l’inizio del suono delle sette trombe dei giudizi di Dio.
2-5. La preghiera dei santi esaudita. “Un altro angelo”, (Apocalisse 8:3), è identificato da alcuni con Cristo, ma probabilmente si tratta di un essere angelico che agisce con funzioni sacerdotali. Le preghiere dei santi sono esaudite attraverso i giudizi terreni sopra i malvagi.

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