F. BABILONIA LA GRANDE

Apocalisse 17, 18.
Il giudizio di Babilonia

Apocalisse 17:1-6.
La visione della meretrice: la Babilonia ecclesiastica

1-4. La meretrice e la sua identità.
Apocalisse 17 e Apocalisse 18 completano i precedenti avvisi profetici (14:8 – 16:19). La meretrice rappresenta la Babilonia ecclesiastica (personificazione della rivolta religiosa contro Dio) nella sua forma finale, matura per il giudizio.
1. Rappresenta la religiosità corrotta, (Apocalisse 17:1), una “gran meretrice” (Nahum 3:4), denota un sistema religioso che adultera la verità per il potere.
2. Sfrutta i popoli (“acque”) della terra, (Apocalisse 17:1).
3. È colpevole di prostituire la verità e la purezza, (Apocalisse 17:2c), ubriacando gli uomini con dottrine e pratiche che violano la Parola di Dio.
4. È spiritualmente vuota, (Apocalisse 17:3a), il deserto simboleggia un luogo di siccità dove gli assetati (cfr. Giovanni 7:37-39) non possono mai essere soddisfatti.
5. Domina e usa gli Stati quando possibile, (Apocalisse 17:3b). Essa cavalca in segno di potere la Babilonia politica, il regno della bestia, la forma finale del corrotto governo mondiale (Apocalisse 13:1-10, vedi note).
6. È a capo del sistema religioso corrotto degli ultimi tempi, (Apocalisse 17:4). Lo scarlatto denota il suo peccato e adulterio (Isaia 1:18, 21; Geremia 3:6, 8, 9; Giacomo 4:4, 5). Il “calice d’oro” (ricchezza e influenza politica e sociale), pieno “di abominazioni” (idolatrie) e “delle immondizie della sua fornicazione”, denuncia una lampante infedeltà a Dio e alla Sua Parola.
7. Essa rappresenta la chiesa apostata, la quale ha commesso “fornicazione spirituale” con il mondo, un orribile sistema mondiale di cupidigia ipocrita e di confusione spirituale.

5-7. Il mistero della donna.
La meretrice non rappresenta una sola chiesa infedele, ma è l’unione di tutte le religioni, la sorgente o, come dice Giovanni, “la madre” di tutti i falsi sistemi religiosi, di tutte le tirannie ecclesiastiche e di tutti i paganesimi degradanti. Quando sarà smascherata il mondo, sgomento, comprenderà quanti crimini, frodi e ipocrisie si nascondevano dietro questa falsa religione.

Apocalisse 17:8-18.
La meretrice e il suo destino

8-14. Lo strumento della sua distruzione.
L’impero romano ricostituito e il suo imperatore (la bestia) appaiono come agenti della distruzione della meretrice (Apocalisse 17:16-18). Viene predetta la rinascita dell’impero negli ultimi giorni, (Apocalisse 17:8a). Infatti, esso “era” (esisteva) ai giorni di Giovanni, e “non è” (fu profetizzato che sarebbe cessato e ciò avvenne nel 476 d.C.). Ritornerà negli ultimi tempi dall’abisso, peggiore che mai, con le forze sataniche (cfr. II Tessalonicesi 2:8, 9; Apocalisse 9:1-12; Apocalisse 11:7; Apocalisse 13:2), ma la sua durata sarà breve, (Apocalisse 17:8b), perché andrà in perdizione alla venuta di Cristo (Apocalisse 19:20). La rinascita della potenza romana grazie alla bestia sarà motivo di grande meraviglia ed illusione, (Apocalisse 17:8, 9; Apocalisse 13:3, 4; II Tessalonicesi 2:8-12). La donna (Babilonia ecclesiastica) ha il suo quartier generale nella capitale della bestia, (Apocalisse 17:9b). Qui viene indicato il tipo di governo dell ricostituito impero romano, (Apocalisse 17:10). Le sette teste sono sette re, che evidentemente indicano sette distinte forme di governo che hanno
caratterizzato l’impero (32 a.C. – 476 d.C.). I cinque che sono caduti sono le forme di re, consoli, dittatori, decemviri, tribuni. “Uno è”, la forma imperiale dei giorni di Giovanni. “L’altro”, la settima forma di governo imperiale, deve ancora venire e quando sarà venuta durerà “poco” (il suo pieno potere sarà di soli tre anni e mezzo, Apocalisse 13:5). Viene specificato poi l’ultimo capo dell’impero ricostituito, (Apocalisse 17:11): “E la bestia che era, e non è, [l’impero ricostituito, Apocalisse 17:8a], è anch’essa [autos, “egli stesso”, la bestia-imperatore] un ottavo re, e viene dai sette [il governo imperiale, Apocalisse 17:10], e se ne va in perdizione” (cfr. Apocalisse 17:8). Questo capo diabolico è unico, (Apocalisse 17:12-14). Egli è a capo di una federazione di dieci regni, (Apocalisse 17:12, 13), e muove guerra contro l’Agnello (Apocalisse 16:14; Apocalisse 19:19) nel gigantesco conflitto di Harmaghedon per ottenere la sovranità sulla terra (Apocalisse 19:16; cfr. I Timoteo 6:15).

15-18. La descrizione della sua distruzione.
La prostituta che ha dominato e sfruttato i popoli della terra, (Apocalisse 17:15), e che ha cavalcato la bestia negli ultimi giorni, vedrà la bestia volgersi contro di lei per distruggerla completamente, (Apocalisse 17:16). E, la politica che prima si serve della religione e poi la elimina.

Apocalisse 18:1-24.
Il giudizio della Babilonia commerciale

1-8. La sua distruzione annunciata.
Un potente angelo annuncia la completa rovina di Babilonia, (Apocalisse 18:1). Essa è “caduta, caduta” (completamente caduta) a motivo della sua corruzione, (Apocalisse 18:2, 3). Al popolo di Dio viene ordinato di separarsi da lei, (Apocalisse 18:4; II Corinzi 6:14-17), perché la sua iniquità è al colmo, (Apocalisse 18:5), e il suo orgoglio richiede una piena ed immediata punizione, (Apocalisse 18:6-8).

9-19. Lamenti per la sua distruzione.
Quelli che si erano arricchiti con i suoi traffici la piangono: i governanti, (Apocalisse 18:9, 10); i commercianti, (Apocalisse 18:11-16); i piloti e i marinai, (Apocalisse 18:17-19; cfr. Isaia 13:21-22), mentre echeggiano i canti di scherno in Isaia 23, 24, 47; Geremia 50, 51; Ezechiele 26, 27.

20-24. La sua distruzione posta in atto.
Tutto il cielo è chiamato a rallegrarsi, insieme a “santi ed apostoli e profeti”, per la sua distruzione. La ragione di tale gioia è che “Dio, giudicandola… ha reso giustizia”. Questo mostra che Dio distruggerà il sistema mondiale satanico, sia ecclesiastico che commerciale. Il masso gettato nel mare simboleggia la completa distruzione di Babilonia, (Apocalisse 18:21-23), poiché essa è colpevole del sangue del popolo di Dio, (Apocalisse 18:24).

Apocalisse 19:1-5.
Gioia per la caduta di Babilonia

1-4. Il cielo si rallegra.
La Babilonia ecclesiastica (Apocalisse 17), insieme alla Babilonia commerciale (Apocalisse 18), deve essere giudicata prima che sia manifestata la vera Sposa, (Apocalisse 19:1a; Apocalisse 19:6-10; Apocalisse 21:9-21). I malvagi abitanti della terra fanno cordoglio (Apocalisse 18:9-19), ma il cielo gioisce (Apocalisse 18:20-24 – Apocalisse 19:1-6). Nel cielo la gioia è espressa dalla grande moltitudine, che rappresenta tutti i santi glorificati, dalla Chiesa (24 anziani) e dagli angeli (4 creature viventi) nel celebrare l’eterna distruzione di Babilonia, (Apocalisse 19:2-4). Essi ascrivono
a Dio la salvezza, la gloria e la potenza, (Apocalisse 19:1c), usando la parola Ebr. “alleluia”, “lode a Yah” (Yahwèh, l’Eterno), (Apocalisse 19:1, 3, 4, 6).

5. Il trono parla.
È la voce di Dio stesso che parla e che governa. Si presenta anche una nuova opportunità per gioire: vengono annunciate le nozze dell’Agnello.

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