N. IL GIUDIZIO FINALE

Ci si avvia verso il grande conflitto conclusivo che porrà, finalmente, la parola fine al peccato e al suo regista: il dragone! Dopo lo stupendo periodo millenniale in cui Dio imporrà sulla terra il Suo regno e le Sue leggi a tutti gli uomini, instaurando così la pace, la giustizia e la verità, seguirà un breve periodo di libertà concesso agli uomini per poter scegliere tra Dio e Satana: è l’ultima possibilità Apocalisse 20:7-10: “Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle alla battaglia: il loro numero è come la sabbia del mare”.

Ecco gli avvenimenti:

A. Satana sciolto (versi 7,8a).

Verrebbe spontaneo chiedersi perché sciogliere il diavolo, visto che ormai era stato messo a tacere e, senza di lui, gli uomini, in qualche modo vivono felici? Ma è proprio qui che, ancora una volta, possiamo intravedere l’amore di Dio che non coarta mai l’uomo, ma lo lascia libero di intendere ed agire (libero arbitrio). Molti uomini, infatti, staranno “fermi” durante il millennio, nel senso che non daranno spazio ai loro istinti malvagi, perché costretti a “subire” il regno di Cristo, mentre in realtà coveranno la ribellione. Dio, dopo aver dimostrato con il millennio, la sua giustizia, lascerà ancora una volta l’uomo  libero di scegliere tra Cristo ed il seduttore.

B. La scelta di molti (versi 20:8,9a).

            Satana ingannerà e sedurrà  un elevatissimo numero di persone, come “la rena del mare”, le quali lo seguiranno in una battaglia contro il “campo dei santi” e la “città diletta”, pensando di sconfiggere Dio ed il suo popolo.

Gog e Magog indicano i nemici di Dio di tutta la terra, “i quattro canti della terra”, le nazioni che si raduneranno contro Dio. Nell’Antico Testamento essi erano i popoli nemici di Israele (Ezechiele 38:1-6):

–  Gog, principe di Rosh e Mesec;

– Magog, popolo discendente da Jafet (Genesi10:2) che abitava un paese del nord (Ezechiele 38:15), probabilmente gli Sciti.

Nella profezia di Ezechiele 38,39 c’è un chiaro riferimento alla battaglia di Harmaghedon (38:18), ma anche al giudizio finale (39:6)

Ahimè è terribile vedere gli uomini che, nonostante vedranno e godranno le benedizioni del millennio, si schiereranno in gran numero con il diavolo!

C. La sconfitta finale (versi 9,10).

Dio combatterà questa ultima coalizione di Satana, facendo scendere fuoco dal cielo che divorerà gli eserciti nemici. Così avrà fine la seduzione di Satana che sarà gettato nello “stagno di fuoco”, andando a raggiungere l’Anticristo ed il falso profeta che hanno avuto l’onore di inaugurare questo terribile luogo (Apocalisse 19:20) lontano da Dio, caratterizzato dall’eterno tormento.

La ragione di quest’esame finale è che Dio mette alla prova ogni generazione per dimostrare che il cuore umano è corrotto e senza la grazia di Cristo gli uomini non possono essere salvati. Inoltre ci ricorda che ogni uomo è chiamato a fare una scelta personale senza alcuna imposizione Giosuè 24:15 “E se vi sembra sbagliato servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore.

Riassumendo l’ordine degli eventi durante il Millennio, Satana sarà legato e Cristo regnerà sulla terra per mille anni in giustizia perfetta, dimostrando appieno la gloria della Sua grazia, del Suo amore e della Sua pace. Al termine del millennio Satana sarà sciolto per un pò di tempo e molti uomini daranno la prova di essere degli incorreggibili ribelli, seguendo Satana alla prima opportunità che sarà loro concessa, ma saranno sconfitti dal fuoco celeste, inviato da Dio. Satana sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo per l’eternità. Il vecchio ordine delle cose passerà, ma, prima che i Nuovi Cieli e la Nuova Terra possano essere stabiliti in giustizia, il peccato deve ricevere il proprio giudizio finale e la giustizia di Dio deve essere, alla fine, rivendicata.

Il capitolo 20 dell’Apocalisse descrive il giudizio universale Apocalisse 20:11-15 “Poi vidi un grande Trono Bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco”.

Sarà questa la seduta finale, l’ultima grande assise. In questo sorprendente capitolo 20 dell’Apocalisse vediamo:

  • La condanna e la fine di questa terra.
  • La condanna e la fine di Satana.
  • La condanna e la fine di tutti i morti che nella loro vita terrena hanno percorso una strada malvagia.

Si tratta della più paurosa scena descritta dalla Bibbia e non la si può leggere senza provare un senso di sgomento.

Il Signore Gesù è venuto per salvare e non per condannare Giovanni 3:16,17 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”.

Tuttavia, chiunque rifiuta e rifiuterà il Figlio di Dio come Salvatore personale, sarà certamente condannato Giovanni 12:46-48 “Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre. Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno”.

Dio per certo condannerà coloro che Lo hanno rigettato ed offeso Naum 1:3 “Il Signore è lento all’ira ed è molto potente, ma non lascia il colpevole impunito”.

Taluni pensano che coloro che hanno rifiutato Cristo saranno annientati con la morte e non esisteranno mai più (dottrina dell’annichilimento dell’anima). La Bibbia, invece, afferma che dopo la morte viene il giudizio Ebrei 9:27 “Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio”.

Ora, come i credenti saranno “giudicati” al tribunale di Cristo e riceveranno i premi secondo le loro opere, così i reprobi compariranno davanti al “gran Trono Bianco” per essere giudicati e condannati secondo le loro opere Daniele 12:2,3 “Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno”.

Egli giudicherà con giustizia. Non ci sarà bisogno di domande e risposte, né di presentazione di prove. Il Signore non giudicherà dall’apparenza Isaia 11:3 “Non giudicherà dall’apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire”.

Il trono è chiamato «un gran Trono Bianco» e questi aggettivi stanno ad indicare la maestà e la santità di Dio. Il trono è «bianco» perché è un simbolo della santità del Giudice è «grande» come si addice alla sua grande e infinita maestà Apocalisse 4:2-11 “Subito fui rapito dallo Spirito. Ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono c’era uno seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto alla pietra di diaspro e di sardonico; e intorno al trono c’era un arcobaleno che, a vederlo era simile allo smeraldo. Attorno al trono c’erano ventiquattro troni su cui stavano seduti ventiquattro anziani vestiti di vesti bianche e con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni. Davanti al trono c’erano sette lampade accese, che sono i sette spiriti di Dio. Davanti al trono inoltre c’era come un mare di vetro, simile al cristallo; in mezzo al trono e intorno al trono, quattro creature viventi, piene di occhi davanti e di dietro. La prima creatura vivente era simile a un leone, la seconda simile a un vitello, la terza aveva la faccia come d’un uomo e la quarta era simile a un’aquila mentre vola. E le quattro creature viventi avevano ognuna sei ali ed erano coperte di occhi tutt’intorno e di dentro e non cessavano mai di ripetere giorno e notte: «Santo, santo, santo è il Signore, il Dio onnipotente, che era, che è e che viene». Ogni volta che queste creature viventi rendono gloria, onore e grazia a colui che siede sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro anziani si prostrano davanti a colui che siede sul trono e adorano colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: «Tu sei degno o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose e per tua volontà furono create ed esistono».

Comparando questo verso con quello relativo al Trono Bianco, scopriamo che vi sono delle rilevanti differenze. All’inizio dell’Apocalisse il trono descrittovi appare diverso. Era circondato da un arcobaleno che ricordava la misericordia del patto divino. Il gran Trono Bianco invece ne è privo, perché al momento del giudizio non ci può essere misericordia. Attorno al primo trono c’erano le creature celesti che cantavano e adoravano l’Eterno e l’Agnello, ma ora intorno a questo secondo trono non si sente alcun cantico, nessuna lode, perché qui ci sarà solo l’applicazione di una giustizia retributiva. Infatti, davanti al trono del giudizio non sarà presente alcuna anima redenta in quanto il problema del peccato, per i peccatori che hanno creduto è già stato regolato al Calvario Giovanni 5:24 “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”.

Non vi è nessuna condanna per colui che ha accettato Cristo nella sua vita come personale Salvatore Romani 8:1 “Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù”.

Talvolta quest’ultimo giudizio è confuso con il giudizio delle nazioni viventi citato in Matteo 25. La Scrittura stessa ci consente di distinguerli. Leggiamo prima i rispettivi passi e poi diamo uno sguardo alla tabella:

Ø      Matteo 25:31-46 «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”. Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui straniero e non m’accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione e non mi visitaste”. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: “Signore, quando ti abbiamo visto aver fame o sete o essere straniero o nudo o ammalato o in prigione e non ti abbiamo assistito?” Allora risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me”. Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna».

Ø      Apocalisse 20:11-15 “Poi vidi un grande Trono Bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco”.

La Scrittura dunque insegna chiaramente una risurrezione corporale dei perduti. Essa è:

Ø      La «resurrezione degli ingiusti» Atti 24:14,15 “Ma ti confesso questo, che adoro il Dio dei miei padri, secondo la Via che essi chiamano setta, credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti; avendo in Dio la speranza, condivisa anche da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti”.

Ø      La «risurrezione per il giudizio» Giovanni 5:29 “Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio”.

Ø      La «risurrezione per l’obbrobrio e la vergogna eterna» Daniele 12:2 “Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia”.

Questa risurrezione è il passaggio dall’anticamera dell’Inferno all’inferno stesso. L’uomo deve incontrare Cristo o al Calvario o davanti a questo trono del giudizio finale. Nessuno potrà scampare ed evitare di presentarsi davanti a questo tribunale finale: la sentenza sarà senza appello.

Gli uomini si ostinano a non voler essere salvati e continuano ad essere lontani da Lui (Efesini 2:12) e non possono vederLo, benché Egli non sia lontano da loro (Atti 17:27). Nell’ultimo giorno, giorno di consuntivo, essi staranno davanti a Dio, ma solo per recriminare della perduta possibilità di salvezza e “mordersi le mani”. Per loro sarà troppo tardi Apocalisse 20:12-15 “E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco”.

Il testo afferma che dalla Sua presenza fuggirono terra e cielo. La terra fugge a motivo del peccato degli uomini ed anche perché ha “visto” cadervi il sangue innocente di Gesù Cristo. Il cielo fugge a motivo della ribellione degli angeli (Efesini 5:2). Cielo e terra devono fuggire dalla presenza del Giudice ed ogni manifestazione di peccato è distrutta.

            L’espressione: “E i libri furono aperti” è una raffigurazione per farci comprendere che sarà conservato il ricordo di ogni particolare della storia dell’uomo Malachia 3:16 “Allora quelli che hanno timore del Signore si sono parlati l’un l’altro; il Signore è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il Signore e rispettano il suo nome”.

Nessuno potrà giustificarsi e Dio “renderà a ciascuno secondo le Sue opere” Romani 2:6 “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con perseveranza nel fare il bene cercano gloria, onore e immortalità; ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di ubbidire alla verità ubbidiscono all’ingiustizia. Tribolazione e angoscia sopra ogni uomo che fa il male”.

Inoltre, l’idea di questo libro aperto ci fa comprendere che nessuno mancherà all’appello. Nessuno può beffarsi e tanto meno nascondersi davanti a Dio Salmo 139:7-12 “Dove potrei andarmene lontano dal tuo spirito, dove fuggirò dalla tua presenza? Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là. Se prendo le ali dell’alba e vado ad abitare all’estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra. Se dico: «Certo le tenebre mi nasconderanno e la luce diventerà notte intorno a me», le tenebre stesse non possono nasconderti nulla e la notte per te è chiara come il giorno; le tenebre e la luce ti sono uguali”.

Persino i dispersi del mare risorgono e sono consegnati al Sommo Giudice Apocalisse 20:13 “Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere”.

È inoltre scritto che compariranno anche i piccoli. Con quest’affermazione si pensò esistesse il “limbum infantum”, come sezione dell’inferno, interpretato dal cattolicesimo per giustificare la dottrina della presenza di un luogo di eterna perdizione per i bambini morti senza il battesimo Il testo, corroborato da vari versi della Scrittura, ci consente di chiarire che i piccoli possono essere:

a.      Coloro che, sebbene in tenera età, sono in grado di discernere il bene dal male (Ebrei 5:14). Chi vive nell’innocenza è invece senza peccato. I bambini hanno la promessa che non periranno (Matteo 18:10 11,14).

b.      È riferito al ceto sociale: mentre i “grandi” sono i potenti della terra, i piccoli sono coloro che vengono non considerati dalla società (Atti 10:34,35; Romani 2:11). Questa è la posizione condivisa da molti, anche perché il testo parla di “operare male”, dunque sembra riferirsi a persone adulte. Dunque persone di tutte le classi dovranno comparire dinanzi a Lui senza distinzione, perché Egli non fa riguardo alla qualità delle persone 2Cronache 19:7 “Ora, il timor del Signore sia in voi; agite con prudenza, poiché presso il Signore, nostro Dio, non c’è perversità, né favoritismi, né si prendono regali”.

I soggetti del Giudizio Finale sono, quindi, tutti i non salvati d’ogni generazione e nazionalità, d’ogni epoca, d’ogni estrazione sociale. Quanto a coloro che non avranno mai udito l’Evangelo, se il Signore li giudicherà degni della gloria saranno già resuscitati nella fase della prima resurrezione. Quanti, di contro saranno inchiodati dalla loro coscienza sono presenti in questo giudizio per vedersi comminata ufficialmente la condanna alla separazione eterna (Daniele 12:2).

Tutti gli ingiusti, a cominciare da Caino fino agli ultimi ribelli del Millennio, si troveranno insieme. Quanti milioni di essi erano come il governatore Felice o il Re Agrippa ai tempi di Paolo «quasi persuasi» (Atti 26:28,29; 24:25).

Le loro opere, le loro azioni, le loro parole, i loro pensieri, ciò che hanno fatto od omesso di fare, tutto questo è scritto nei libri (Apocalisse 20:12).

Saranno giudicati:

q                   I pensieri più segreti dell’anima Ebrei 4:13 “E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto”.

q                   Le cose più nascoste Luca 12:2,3 “Ma non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Perciò tutto quello che avete detto nelle tenebre sarà udito nella luce; e quel che avete detto all’orecchio nelle stanze interne sarà proclamato sui tetti”.

q                   Gli avvenimenti che nessuno ha mai conosciuto. La giustizia dell’uomo apparirà come un panno lordato Ecclesiaste 12:14 “Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male”.

Ciascuno sarà giudicato individualmente Apocalisse 20:13 “Essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere”.

Tutti saranno ridotti al silenzio Matteo 22:12 “Ora il re entrò per vedere quelli che erano a tavola e notò là un uomo che non aveva l’abito di nozze. E gli disse: “Amico, come sei entrato qui senza avere un abito di nozze?” E costui rimase con la bocca chiusa”. 

Non sarà necessario far comparire alcun testimone, come si usa fare nei tribunali di questo mondo, perché saranno gli stessi libri celesti che produrranno la necessaria testimonianza.

Uno dei lati più penosi, riguardo alla verità del futuro giudizio è che alcuni di coloro che parlano tanto del ritorno del Signore, quel giorno saranno trovati impreparati. I pii Israeliti dell’ottavo secolo avanti Cristo attendevano il gran giorno del Signore in cui essi sarebbero stati vendicati dai loro nemici ed in cui sarebbero state adempiute le loro aspirazioni personali. Tuttavia, Amos dovette dire loro: «Guai a voi che desiderate il giorno dell’Eterno! Sarà per voi un giorno di tenebre, non di luce” (Amos 5:18).

Nonostante che questi Israeliti avessero mostrato apparentemente di essere molto religiosi, il loro cuore cercava soltanto il proprio conforto ed i propri piaceri. Le loro vite non riflettevano l’amore, la misericordia, la giustizia e l’equità di Dio, che essi affermavano di servire.

A suo tempo Paolo aveva scongiurato il giovane Timoteo, in vista dell’apparizione di Dio e del Signor Gesù Cristo che ha da giudicare «i vivi e i morti», di proclamare l’Evangelo e di fare l’opera di evangelista. Il pensiero del Giudizio Finale riversa una grandissima responsabilità sul servitore di Cristo. Se siamo salvati, certamente non ci presenteremo davanti al gran Trono Bianco. Tuttavia siamo anche noi coinvolti in questo giudizio nel senso che siamo responsabili, presentando la Parola della salvezza, di evitare che il maggior numero possibile di persone debbano presentarsi davanti al gran Trono Bianco. Se realmente crediamo nel secondo ritorno di Cristo dobbiamo essere dei valorosi conquistatori d’anime. Cerchiamo quindi di strappare le anime perdute dal fuoco del giudizio, per mezzo della potenza di Cristo, finché c’è tempo e possibilità 2Timoteo 4:1,2 “Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza”.

Oh, che gli uomini, invece di soffocare il terrore della perdizione e del fuoco eterno, accettino adesso, durante il giorno della salvezza, la grazia meravigliosa che Dio offre in Gesù Cristo! Quanto sono preziose, ma solenni, le parole di 2Corinzi 6:2: «Eccolo ora il tempo accettevole; eccolo ora il giorno della salvezza ».

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